Paolo Manenti

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Ogni anno “Ghiaccio fragile” fa vivere ai partecipanti un’emozione unica, ma l’escursione su ghiacciaio è possibile anche grazie alle guide alpine e al CAI, sezione di Almese. 

Paolo era uno degli accompagnatori del CAI, un amico che se n’è andato troppo presto, lasciando un vuoto profondo in ognuno di noi. In montagna la sua presenza rassicurante e generosità si manifestava in gesti concreti e nell’attenzione silenziosa verso gli altri. Collaborava alla redazione della rivista “Muntagne Noste” del CAI Intersezionale, con articoli sempre interessanti, curati e ricchi di contenuto, espressione della sua passione e della sua capacità di raccontare la montagna e le storie del passato. È stato inoltre tra i fondatori del “Gruppo Giovanile” della Sezione CAI di Almese, convinto che investire sui giovani fosse fondamentale per trasmettere loro la passione e il rispetto per la montagna. Anche per questa attenzione ai valori educativi, allo sport e alla natura, Paolo collaborava stabilmente a “Ghiaccio fragile”.   

Negli ultimi anni aveva scoperto e coltivato con entusiasmo anche la passione per i viaggi in bicicletta. I suoi “cicloviaggi” non erano solo delle imprese sportive, ma soprattutto delle esperienze umane e “spirituali”, nel senso di ricercare sempre il contatto con l’animo delle persone e l’emozione del paesaggio, immortalati in scatti fotografici suggestivi, mai banali, valorizzati in conferenze coinvolgenti, sincere e mai autocelebrative.
Ricordarlo non è solo doveroso, è naturale. Grazie Paolo, per quello che hai fatto, per come lo hai fatto, e per essere stato parte della nostra comunità.